NOTE FEDERALISTE

Dall’ipotesi di un vertice trilaterale Trump-Putin-Xi sulla testa di Kiev alla crisi del multilateralismo: l’Unione Europea, gigante finanziario ma nano politico, è chiamata al salto costituente.
Dichiarazione dell’Unione dei Federalisti Europei (UEF) sul quadro finanziario pluriennale 2028–2034, sulle risorse proprie e su una capacità fiscale europea in vista del EUCO del 15-16 ottobre 2026.
L’Europa dispone ancora di risorse e capacità straordinarie, ciò che manca sono la volontà politica e le istituzioni necessarie per metterle a sistema e governarle.
L’Europa sta perdendo terreno. Il problema, più profondo, è che continua a mantenere in piedi istituzioni, regole e politiche nazionali che finiscono per ostacolare proprio ciò di cui avrebbe più bisogno: competitività, innovazione e capacità di crescere.
La risposta proposta dal premier canadese allo strapotere delle grandi potenze non è il ripiegamento nazionale, ma una forma più intensa di cooperazione tra democrazie. È una prospettiva che pone una domanda anche all'Europa.
Alcune considerazioni sul recente vertice dei BRICS di Nuova Dehli e su alcuni passaggi del discorso della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sullo Stato dell'Unione Europea.

CONVEGNI

L'evento intende promuovere i risultati del lavoro di un gruppo di 115 esponenti del mondo accademico e dell’associazionismo promosso dall'Associazione Nuova Camaldoli con l'obiettivo di porre al centro del confronto politico e sociale la centralità della costruzione di un’Europa federale.
L’incontro intende porre in evidenza le convergenze ideali tra Protestantesimo, Resistenza, Ecumenismo e Federalismo, a partire dalle figure di Ernst Lohmeyer, e del teologo riformato olandese Willem A.Visser ’t Hooft.

PUBBLICAZIONI

N.2, Settembre 2026

Esiste davvero, per gli europei, l’alternativa dell’Europa delle nazioni?

Preme fare una riflessione, tanto più necessaria nel momento in cui la destra antieuropea avanza sul piano elettorale, su questa pretesa dei partiti “sovranisti” di costruire un’Europa di nazioni, in cui ciascuno Stato difenderebbe orgogliosamente il proprio interesse nazionale, rifiutando di “piegarsi” all’integrazione e ignorando gli obiettivi generali di lungo periodo ...

Nell'ultimo numero:

L'Europa che non decide

Francia e Germania spingono per portare la diplomazia europea sotto il controllo diretto della Commissione, mentre undici Paesi chiedono di superare il veto nazionale in politica estera. Ma nel suo discorso sullo Stato dell'Unione von der Leyen ha preferito tacere sulle riforme istituzionali che potrebbero finalmente sbloccare l'Unione.

 

LIBRI

Mario Albertini

Tutti gli scritti

A cura di Nicoletta Mosconi
Editore Il Mulino, collana "Opere di Mario Albertini"
Francesco Rossolillo

Senso della storia e azione politica

Editore Il Mulino

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