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Autonomia strategica e mercato unico: il duplice obiettivo europeo L’obiettivo europeo è duplice: rafforzare la capacità competitiva del continente e accrescere l’autonomia strategica dell’Unione rispetto alle principali aree geopolitiche mondiali, in particolare Stati Uniti e Cina. |
- Dai Report di Letta e Draghi alla “Bussola per la competitività”
- Bussola per la competitività: i primi provvedimenti della Commissione europea
- Partire dall’integrazione del Mercato unico
- “One Europe, One Market”
- “One Europe, One Market”: primi esempi di operatività
- Buone proposte, ma resta il nodo dell’attuazione
- Persa l’occasione per un salto di qualità istituzionale
Dai Report di Letta e Draghi alla “Bussola per la competitività”
Alla luce delle analisi e delle linee guida contenute nel Report “Much More than a Market” di Enrico Letta (17 aprile 2024) e Report sulla competitività di Mario Draghi (9 settembre 2024), la Commissione europea il 29 gennaio2025 ha presentato la “Bussola per la competitività” con l’obiettivo di affrontare gli annosi ostacoli e le debolezze strutturali che frenano le potenzialità dell’economia europea per individuare gli strumenti in grado di agevolare e sveltire le attività commerciali e garantire la prosperità dell'Europa. Così Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea: "L'Europa ha tutto quel che serve per vincere la corsa al vertice. Ma allo stesso tempo deve superare le sue debolezze per riconquistare competitività. La bussola per la competitività concreta le eccellenti raccomandazioni della relazione Draghi in una tabella di marcia. Ora abbiamo un piano. Abbiamo la volontà politica. Ci servono rapidità e unità. Il mondo non ci aspetterà. Tutti gli Stati membri sono d'accordo: è il momento di passare all'azione."
La bussola orienta i lavori della Commissione per il periodo 2024-2029 sulla base di tre pilastri: colmare il divario di innovazione, ridurre le dipendenze eccessive e aumentare la sicurezza, decarbonizzazione e sostenibilità. Pilastri integrati da cinque attivatori trasversali, essenziali per sostenere la competitività in tutti i settori: semplificazione, riduzione degli ostacoli al mercato unico, finanziare la competitività, promuovere le competenze e posti di lavoro di qualità, Migliore coordinamento delle politiche a livello nazionale e dell'UE (coordinamento per la competitività).
Commissione europea: “Bussola per la competitività”: Bussola per la competitività - Consilium
Bussola per la competitività: i primi provvedimenti della Commissione europea
• Savings and Investment Accounts (Sia), 30 settembre 2025, strumenti pensati per rendere più accessibile e conveniente, grazie a incentivi fiscali e una maggiore semplicità operativa, la partecipazione dei piccoli risparmiatori ai mercati dei capitali dell'Unione Europea. Obiettivo correlato: armonizzare le pratiche tra i diversi Paesi membri, consentendo di superare le barriere alla circolazione dei capitali e favorire così una maggiore resilienza economica. (per approfondimenti: Far funzionare i risparmi europei: migliori opportunità di investimento per i cittadini europei al fine di rafforzare l'economia europea - Tassazione e Unione Doganale)
• Industrial Accelerator Act., 4 marzo 2026, la proposta di regolamento per l'istituzione di un quadro di misure per l'accelerazione della capacità industriale e la decarbonizzazione nei settori strategici. (approfondimenti: https://single-market-economy.ec.europa.eu/publications/industrial-accelerator-act_en).
• “Eu-Inc”, 18 marzo 2026, il nuovo regime giuridico societario armonizzato, il c.d. “28esimo regime”, per creare in 48 ore e a costi convenienti in Europa un’impresa - preferibilmente innovativa - beneficiando dello stesso regime fiscale. (approfondimenti: EU Inc. - semplificare le attività imprenditoriali nell'Unione europea - Commissione europea).
• Il progetto di nuove “Linee Guida sulla valutazione delle concentrazioni, ai sensi del Reg. (CE) n. 139/2024” della Commissione europea, pubblicato lo scorso 30 aprile e sottoposto a consultazione. Il documento recepisce e traduce in strumenti operativi molte delle istanze del rapporto Draghi sulla competitività che aveva fornito una diagnosi piuttosto netta: l'economia europea cresce meno di quella statunitense e cinese, le imprese non raggiungono la scala necessaria per competere globalmente e la frammentazione del mercato unico impedisce il consolidamento settoriale. Draghi aveva chiesto una politica della concorrenza che non ostacoli la creazione di campioni europei - dalla difesa alle telecomunicazioni, dal Cleantech all’intelligenza artificiale - e che consenta il consolidamento “quando la maggiore scala produrrebbe efficienze o permetterebbe la realizzazione di investimenti competitivi a livello globale”. (per approfondimenti: https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com/art/bruxelles-riscrive-regole-concentrazioni-promuovere-campioni-europei-AII2pnBD - v. anche https://www.dirittobancario.it/art/concentrazioni-fra-imprese-le-nuove-linee-guida-della-commissione/).
Partire dall’integrazione del Mercato unico
Si dovrà attendere la riunione informale dello scorso 12 febbraio, presso il castello di Alden Biesen, perché i leader europei prendano finalmente consapevolezza dei ripetuti moniti di Mario Draghi in cui sollecitava una “risposta rapida” perché “il tempo non è dalla nostra parte, con l’economia europea che ristagna mentre gran parte del mondo cresce. Deve essere commisurata all’entità delle sfide. E deve essere focalizzata sui settori che guideranno l’ulteriore crescita” (Draghi suona la sveglia: "Fate qualcosa, presto resteremo soli a garantire sicurezza Ucraina. Dazi? Ci sarà eccesso produzione cinese in Europa") e di Enrico Letta: "Non c’è più tempo, è urgente compiere un salto di qualità definitivo per passare da un mosaico di 27 mercati frammentati ad un unico mercato integrato nei settori strategici (come energia, telecomunicazioni e finanza)". L'integrazione del Mercato Unico non più solo una scelta economica ma la principale risposta politica ed economica alle sfide poste dalla nuova presidenza Trump e il pilastro fondamentale della sovranità europea.
Di questo clima favorevole ne ha colto l’opportunità la presidente della Commissione europea per dare un più dinamico impulso alla propria agenda.
Ne ha fatto riferimento nel suo discorso al Parlamento europeo, riunito in plenaria lo scorso 20 maggio, “... in un’epoca di rapidi cambiamenti tecnologici, urgenza climatica e competizione geopolitica, preservare il mercato unico così come lo conosciamo non è sufficiente” ha detto Ursula von der Leyn, aggiungendo che “può rimanere adeguato allo scopo solo se lo modernizziamo, lo completiamo e lo adattiamo alle sfide di oggi”. Da qui la sollecitazione sulla necessità di “eliminare le barriere che ancora persistono nel mercato interno” e sfruttare il suo intero potenziale, anche attraverso gli accordi con partner in tutto il mondo, perché il mercato unico “deve diventare uno strumento di indipendenza strategica europea” (https://www.eunews.it/2026/05/20/von-der-leyen-via-gli-ostacoli-e-piu-accordi-commerciali-il-mercato-unico-sia-strumento-per-lindipendenza-ue/).
Le aveva fatto eco Valérie Hayer, capogruppo di Renews Europe, che ha evidenziato con molto realismo il costo economico generato dal frastagliamento del mercato interno: “Nell’UE coesistono 27 sistemi normativi diversi - ha detto -, che equivalgono al 110 per cento di dazi doganali interni sui servizi. Ci imponiamo barriere che non accetteremmo mai dai nostri concorrenti. Nel frattempo, negli Stati Uniti, un’impresa opera in un unico quadro normativo. In Cina, lo Stato mette tutto il suo peso sui campioni nazionali. In Europa, invece, perdiamo 500 miliardi di euro di crescita ogni anno. Questo è il prezzo della nostra frammentazione”.
Da annotare che il Fondo Monetario Internazionale stima che le barriere non tariffarie tra gli Stati membri raggiungano circa il 44% per i beni e il 110% per i servizi. Ogni anno si perdono 150 miliardi di euro nei mercati dei capitali a causa delle diverse normative e sistemi fiscali nazionali, e circa 228 miliardi di euro vengono rinunciati a beni e 279 miliardi di euro a servizi ogni anno. ('Una Europa, un Mercato': L'ultimo tentativo della Commissione di aumentare la competitività | Euronews).
“One Europe, One Market”
Con l’obiettivo di ridurre gli ostacoli allo sviluppo economico rendendo più lineare il funzionamento dell’Unione e promuovere un’integrazione più compiuta, la Commissione europea ha predisposto una nuova agenda “One Europe, One Market”, un impegno politico e operativo firmato congiuntamente dalle Presidenze del Consiglio dell’UE, dal Parlamento europeo e dalla Commissione stessa, che riflette la volontà delle tre istituzioni di procedere, in linea con gli obiettivi fissati dal Consiglio Europeo del 19 marzo 2026, lungo un percorso comune, con scadenze, verifiche periodiche e responsabilità condivise. La tabella di marcia “One Europe, One Market”, pubblicata il 24 aprile 2026 (il documento sottoscritto porta la data 23 aprile 2026: https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-8473-2026-INIT/en/pdf), elenca quarantadue “Priority Deliverables”, una serie di iniziative legislative e non legislative su diversi ambiti di azione prioritari per contribuire al completamento e al rafforzamento del mercato unico entro la fine del 2027. (per approfondimenti: Una pagina di Una Europa, un Mercato - Commissione Europea).
Grandi soddisfazioni nelle dichiarazioni dei presidenti delle tre istituzioni europee:
• Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea: “Abbiamo preso un impegno: completare il mercato unico entro la fine del prossimo anno. Questa è la nostra tabella di marcia "One Europe, one Market". La relazione odierna sui progressi compiuti dimostra che siamo sulla buona strada. Abbiamo discusso di come possiamo mantenere questa promessa ai nostri cittadini e alle nostre imprese ancora più rapidamente. Insieme, sbloccheremo tutta la potenza del nostro mercato unico, forte di 450 milioni di persone.”
• Nikos Christodoulides, President of the Republic of Cyprus as the Rotating Presidency of the Council of the European Union: “Quando abbiamo firmato la tabella di marcia "Un'Europa, un mercato" a Cipro, abbiamo concordato più di un piano: abbiamo concordato azioni concrete. Questo è stato il principio guida della presidenza cipriota negli ultimi sei mesi, poiché abbiamo lavorato incessantemente per rafforzare la competitività, la resilienza e la prosperità dell'UE, con i nostri cittadini e le nostre imprese al centro di ogni proposta. Oggi stiamo dimostrando che il nostro impegno comune non era solo parole. Stiamo realizzando le nostre priorità, monitorando attentamente i progressi e garantendo che la tabella di marcia che abbiamo stabilito insieme continui a produrre risultati reali per l'Europa.”
• Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo: “L'Europa ha il talento, il capitale e le idee. Il nostro compito ora è quello di rimuovere le barriere che impediscono alle aziende di trasformare quel potenziale in crescita, innovazione e investimenti. La tabella di marcia "Un'Europa, un mercato" è la nostra determinazione a realizzare rapidamente tutte le iniziative chiave che guideranno la competitività dell'Europa. Il Parlamento europeo terrà il passo, garantendo nel contempo che la qualità della nostra legislazione corrisponda all'ambizione dei nostri obiettivi, in modo che le imprese possano innovare, espandersi e prosperare in Europa.”
La strategia si fonda su tre pilastri tra loro interconnessi: un Mercato Unico più forte, equo e integrato, una politica commerciale che diversifichi le partnership e riduca le dipendenze strategiche, e una politica industriale che protegga e rafforzi la capacità dell'Europa di produrre, innovare e competere in modo che rispetti il Pilastro europeo dei diritti sociali, creando una transizione giusta che garantisca lavori di qualità e non lasci indietro nessuno.
Cinque i macro-obiettivi strategici: semplificare le regole; un Mercato Unico più integrato, anche eliminando le dieci barriere più dannose; promuovere un commercio forte; ridurre i prezzi dell'energia e decarbonizzare; guidare la trasformazione digitale e dell'IA.
Nello stesso quadro si inserisce anche lo sviluppo dell’Unione dei mercati dei capitali, proposta che punta a facilitare l’accesso ai finanziamenti, soprattutto per PMI e progetti innovativi, e mobilitare risorse private su scala europea.
La roadmap dedica inoltre attenzione al rafforzamento della resilienza economica e industriale, anche attraverso politiche mirate nei settori strategici, catene del valore più integrate e strumenti idonei ad affrontare eventuali shock futuri. A ciò si affianca il sostegno alla transizione verde ed energetica, con un focus sull’integrazione dei mercati dell’energia, sullo sviluppo delle infrastrutture e sul coordinamento delle politiche nazionali.
A distanza di tre mesi dall’avvio della roadmap, il 18 giugno, la prima relazione sullo stato di avanzamento della tabella di marcia, sintetizzata nel seguente Comunicato Stampa emesso dalla Commissione europeo: “A seguito della firma della dichiarazione comune sulle priorità legislative dell'UE per il 2026 e della tabella di marcia "Un'Europa, un mercato unico", il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno collaborato strettamente per realizzare efficacemente le priorità individuate. I progressi saranno rivisti su base trimestrale. La revisione dei progressi del giugno 2026 segna il primo esercizio di monitoraggio dell'attuazione di entrambi i documenti. Le istituzioni ribadiscono il loro impegno a favore di questo processo e della realizzazione e dell'attuazione tempestive ed efficaci della dichiarazione comune e della tabella di marcia.” (approfondimenti: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_26_1383/IP_26_1383_EN.pdf).
Il Consiglio europeo nelle sue conclusioni al vertice del 18-19 giugno, al punto “Competitività e sfide economiche globali”, ha esaminato i progressi nel rafforzamento della competitività e dell'autonomia strategica dell'UE, in particolare attraverso l'agenda “Una Europa, un Mercato” e l'attuazione della roadmap interistituzionale.
I leader europei hanno chiesto progressi decisivi, entro i termini concordati, nei seguenti ambiti: mercato unico, semplificazione, energia accessibile, rinnovamento industriale, riduzione delle dipendenze strategiche, investimento. Hanno poi sottolineato l'importanza di intensificare gli sforzi per ridurre i prezzi dell'energia e di accelerare i lavori per la transizione pulita e la decarbonizzazione. (Consiglio europeo - Consilium).
“One Europe, One Market”: primi esempi di operatività
Per ridurre le dipendenze strategiche accumulate negli anni e costruire un’autonomia digitale europea concreta entro il 2027, la Commissione europea il 12 giugno ha presentato un pacchetto di riforme: “Digital Networks Act” e “Cybersecurity Act” per ridisegnare in profondità le regole per infrastrutture di rete, gestione delle frequenze e approvvigionamento tecnologico
Alle “comunicazioni elettroniche” vengono attribuiti alcuni ruoli chiave per la costruzione della sovranità europea: accelerare la transizione verso le tecnologie più evolute - fibra nel fisso e 5G Stand Alone nel mobile - aumentando sicurezza e resilienza delle infrastrutture; ridurre la dipendenza strategica dagli approvvigionamenti ICT provenienti da aree considerate a rischio, oggi principalmente la Cina; rafforzare l’autonomia europea nei servizi Cloud e favorire lo sviluppo di Gigafactories europee. Sotto il profilo operativo, tra le principali iniziative previste dalla “One Market Roadmap”, le comunicazioni elettroniche, intese in senso ampio, in prospettiva prevedono, oltre a “Digital Networks Act” e “EU Cybersecurity Act”, anche: “Cloud and AI Development Act”, “Quantum Act” e “AI Gigafactories”. (approfondimenti: "One Market": la grande scommessa europea sulle reti del futuro - Agenda Digitale 12.6.2026).
Buone proposte, ma resta il nodo dell’attuazione
“One Europe, One Market”, pur qualificandosi quale “impegno politico ed operativo” da parte delle tre istituzioni europee, ha in sé una sorta di latente timore dovuto al fatto che il raggiungimento degli obiettivi attesi e il rispetto della programmazione si reggono su quel meccanismo procedurale e decisionale che rappresenta uno degli aspetti anacronistici dell’attuale modello istituzionale UE. Nel documento, non solo - nella sua stesura finale - è stato tolto il “gruppo di direzione” inizialmente ipotizzato per seguire l’effettiva messa a terra del programma, ma è stato previsto esplicitamente che il tutto dovrà avvenire “nel rispetto del processo legislativo e delle prerogative di ciascuna istituzione”.
Nel documento c’è scritto che “Trasformare l'ambizione in realtà richiede un senso di urgenza, responsabilità politica e risultati misurabili”; nasce spontanea la domanda: saranno questi tre parametri sufficienti a vincolare Commissione, Consiglio dell’UE, Parlamento europeo e - a seguire - stati nazionali al rispetto degli obiettivi e dei tempi?
Persa l’occasione per un salto di qualità istituzionale
A distanza di soli tre mesi dall’avvio della Roadmap, il clima favorevole registratosi nell’ultimo Consiglio europeo è momentaneamente confortante; tuttavia, non può essere sottaciuta la preoccupazione che, nel proseguo del tempo, il meccanismo del processo legislativo richiesto, ovvero, l’evenienza di interessi contrastanti dettati da interessi nazionali, possano dilatare i tempi dell’agenda.
Mario Draghi, alla Conferenza di alto livello “European Pillar of Social Rights”, organizzata il 16 aprile 2024 nella città bega di La Hulpe dalla presidenza di turno (ndr. Belgio) del Consiglio dell’Unione europea, nel ricordare il gap tra Europa e le altre due potenze globali in termini di investimenti in tecnologie avanzate, aveva sottolineato con molta chiarezza che “I nostri rivali ci stanno precedendo perché possono agire come un unico Paese con un’unica strategia e allineare dietro di essa tutti gli strumenti e le politiche necessarie. E se vogliamo essere all’altezza, avremo bisogno di un partenariato rinnovato tra gli Stati membri, una ridefinizione della nostra Unione che non sia meno ambiziosa di quella che i Padri fondatori fecero 70 anni fa con la creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio” (https://euractiv.it/section/economia-e-sociale/news/draghi-propone-un-cambiamento-radicale-dellintera-economia-europea/).
Nella circostanza l’ex-presidente della BCE, nel fare riferimento alla necessità di accelerare sull’integrazione, ha detto: “Se non a 27, tra chi la vuole fare” (Draghi chiede più competitività alla Ue: “C’è bisogno di un cambiamento radicale”, Rep.it 16.4.2024).
Una sollecitazione che torna oggi ancor oggi, a distanza di due anni, in un contesto internazionali nel quale - parole di Mario Draghi - “Per la prima volta a memoria d’uomo in Europa “siamo davvero soli, insieme” ... “Abbiamo raggiunto un punto – conclude Draghi – in cui le decisioni che l’Europa deve prendere non possono più essere contenute nel quadro istituzionale che abbiamo ereditato. Alcune richiedono una scala che solo l’Europa può fornire. Altre richiedono un grado di legittimità democratica che va costruito dalle fondamenta”, conclude Draghi. (Draghi: "L'Europa va rifondata. Per la prima volta siamo soli" 14.5.2026)
Nel momento più difficile e importante per il futuro dell’Europa, in un “mondo è diventato più duro, più frammentato e più mercantilista”, la politica industriale e le tecnologie strategiche, sono fondamentali per assicurare il futuro dell’Europa e, allora, non può esserci spazio per il “quadro istituzionale europeo che abbiamo ereditato” ma si attualizzino le riforme necessarie per dare vita ad un’Unione politicamente unita ed autorevole che abbia in sé i meccanismi istituzionali per rafforzare la convergenza degli interessi economici e geopolitici.

